Paullo si candida a diventare la capitale del senso unico e, a giudicare dai lavori fatti in questi giorni su alcune strade cittadine, c'è da scommeterci che ha ben più di una possibilità di farcela. Molte delle vie che fastidiosamente si presentavano come a doppio senso di marcia, sono state infatti rese a senso unico e, già che si era in ballo, qualche senso unico è stato invertito. Tanto per non fare torti a nessuno. Si vocifera che queste trasformazioni siano finalizzate a un ambizioso progetto del comune, quello cioè di avere nell'abitato un vero e proprio autodromo dove ospitare gran premi di formula 1 e moto mondiale, un po' come accade a Montecarlo. Ecco spiegati quindi i sempre più larghi marciapiedi, che danno la possibilità di installare delle tribune, e i conseguenti viali a senso unico.sabato 30 giugno 2007
CHI HA SENSO NON ASPETTI SENSO
Paullo si candida a diventare la capitale del senso unico e, a giudicare dai lavori fatti in questi giorni su alcune strade cittadine, c'è da scommeterci che ha ben più di una possibilità di farcela. Molte delle vie che fastidiosamente si presentavano come a doppio senso di marcia, sono state infatti rese a senso unico e, già che si era in ballo, qualche senso unico è stato invertito. Tanto per non fare torti a nessuno. Si vocifera che queste trasformazioni siano finalizzate a un ambizioso progetto del comune, quello cioè di avere nell'abitato un vero e proprio autodromo dove ospitare gran premi di formula 1 e moto mondiale, un po' come accade a Montecarlo. Ecco spiegati quindi i sempre più larghi marciapiedi, che danno la possibilità di installare delle tribune, e i conseguenti viali a senso unico.domenica 27 maggio 2007
LIBRI, CARI AMICI
Leggere è un piacere grande. È arricchimento interiore. È valicare l’orizzonte minimo della nostra spesso nebulosa esistenza effimera per sfiorare un raggio di assoluto. Una bellezza intensa, carica di vita, di mistero, di libertà. Che però va fatta conoscere e amare. Fin da piccoli. Ci crede davvero il professor Maurizio Carnovali, dirigente scolastico delle scuole materna e primaria di Paullo, che da anni si prodiga in collaborazione con il comune nell’organizzare iniziative indirizzate ad avvicinare i piccoli all’amore per la buona lettura. Visite alla biblioteca comunale, incontri con scrittori, biblioteche di plesso. E ora un altro passo: l’attivazione di un vero e proprio servizio di prestito nelle biblioteche delle due scuole primarie di Paullo in collaborazione con le mamme degli alunni. Come nella biblioteca “dei grandi”, dove si prende in prestito un libro e si restituisce entro un certo periodo. Da poco più di un mese, le mamme volontarie si avvicendano per un’ora tutti i giorni a garantire un vero e proprio servizio bibliotecario ai giovani lettori di via Mazzini e via Vigorelli. Coordinate da un gruppo di insegnanti, le mamme hanno dapprima ultimato la catalogazione dei libri (circa 700 per biblioteca) e poi si sono allegramente cimentate a registrare libri e a consigliare letture adatte ai mini lettori. Che spesso sono affascinati da tomi di 200 pagine e sono in prima elementare. È stupefacente la curiosità e l’intraprendenza dei bambini che spesso hanno solo bisogno di essere opportunamente stimolati e guidati in un’avventura che potrà rivelarsi davvero avvincente: quella di preferire la compagnia di una storia fantastica al videogame di moda. Questa è un’altra sfida educativa che è compito della comunità intera: della scuola certamente ma anche delle istituzioni e delle famiglie. Perché anche qui l’unione fa la forza: solo se sentiamo tutti i bambini un po’ figli nostri e insieme ci spendiamo prodighiamo per loro, investiamo nel migliore capitale, quello umano.giovedì 24 maggio 2007
CHE BELLE LE CATENE GIALLE!
Fedeli lettori, per la serie "Cartoline da Paullo", ecco a voi l'ennesima meraviglia architettonica del nostro paese. Quante volte, passando in via Mazzini, non ci accorgiamo delle formidabili catene gialle che fanno bella mostra di sè davanti alle scuole elementari? L'abitudine rischia di renderci ciechi alla nobile fattura di questa opera che, da tempo immemorabile, unisce estetica e funzionalità donando un senso di protezione alla popolazione paullese. Grazie, care vecchie e bellissime catene gialle!Bambini siete avvertiti: qualora foste tentati di fuggire dalla scuola, le imperturbabili catene gialle (e gli irremovibili blocchi di cemento annessi) daranno una bella ridimensionata ai vostri sogni di libertà!
sabato 12 maggio 2007
CIAO ROSA
Ciao Rosa,
ti ho visto giovedì sera, avrei voluto dirti tante cose, ma non mi è uscita una parola.
Ti ho abbracciato e ho pianto; volevo essere forte, darti forza e farti sentire l’affetto e il calore di cui sicuramente hai bisogno, ma ti ho guardato e non sono riuscita a dirti proprio nulla. Qualsiasi cosa ti avessi detto poteva sembrare banale e scontata, volevo dirti solo una parola, una parola speciale che facesse tornare nei tuoi bellissimi occhi un lampo di luce.
Poi ho pensato che se il destino avesse portato via una delle mie figlie, non avrei voluto nessuna parola, nessun gesto, nessun abbraccio, avrei voluto solo uno sguardo che nessuno poteva regalarmi: quello di mia figlia.
Io non posso regalarti lo sguardo di Federica, non posso regalarti il suo sorriso, la sua voce o il suo profumo… posso solo dirti che ogni giorno la penserò e penserò a te.
Lei ora è tranquilla, tu devi ritrovare la tua tranquillità, devi raccogliere tutte le tue forze e guardare al domani, perché il domani è Sara, il tuo domani è il suo domani e lei avrà bisogno dei tuoi abbracci e dei tuoi consigli.
Quando giovedì ti ho abbracciato, mi hai detto: “sto male… mi sento vuota…” Hai ragione a sentirti vuota, parte di te è partita con Federica, ma parte di te è qui con noi. La parte di te rimasta qui deve essere piena d’amore, di affetto, di stima, di incoraggiamento, di vita per te stessa, per Sara e per tutte le persone che ti vogliono bene. Fatti coraggio Rosa, fatti forza per alzarti tutte le mattine e ricominciare a vivere, sarà dura è vero, ma guarda avanti, hai ancora una vita da vivere e hai ancora tanto da dare. Federica non sarà con te, ma ti guiderà e tu la ritroverai ogni giorno nel tuo cuore…
Forza Rosa, fatti coraggio e vivi per te, per Sara e per Federica.
ti ho visto giovedì sera, avrei voluto dirti tante cose, ma non mi è uscita una parola.
Ti ho abbracciato e ho pianto; volevo essere forte, darti forza e farti sentire l’affetto e il calore di cui sicuramente hai bisogno, ma ti ho guardato e non sono riuscita a dirti proprio nulla. Qualsiasi cosa ti avessi detto poteva sembrare banale e scontata, volevo dirti solo una parola, una parola speciale che facesse tornare nei tuoi bellissimi occhi un lampo di luce.
Poi ho pensato che se il destino avesse portato via una delle mie figlie, non avrei voluto nessuna parola, nessun gesto, nessun abbraccio, avrei voluto solo uno sguardo che nessuno poteva regalarmi: quello di mia figlia.
Io non posso regalarti lo sguardo di Federica, non posso regalarti il suo sorriso, la sua voce o il suo profumo… posso solo dirti che ogni giorno la penserò e penserò a te.
Lei ora è tranquilla, tu devi ritrovare la tua tranquillità, devi raccogliere tutte le tue forze e guardare al domani, perché il domani è Sara, il tuo domani è il suo domani e lei avrà bisogno dei tuoi abbracci e dei tuoi consigli.
Quando giovedì ti ho abbracciato, mi hai detto: “sto male… mi sento vuota…” Hai ragione a sentirti vuota, parte di te è partita con Federica, ma parte di te è qui con noi. La parte di te rimasta qui deve essere piena d’amore, di affetto, di stima, di incoraggiamento, di vita per te stessa, per Sara e per tutte le persone che ti vogliono bene. Fatti coraggio Rosa, fatti forza per alzarti tutte le mattine e ricominciare a vivere, sarà dura è vero, ma guarda avanti, hai ancora una vita da vivere e hai ancora tanto da dare. Federica non sarà con te, ma ti guiderà e tu la ritroverai ogni giorno nel tuo cuore…
Forza Rosa, fatti coraggio e vivi per te, per Sara e per Federica.
mercoledì 9 maggio 2007
CONCERTO DI CHITARRA CLASSICA
Speriamo che venerdì sera I paullesi non disattendano il concerto di chitarra classica all’auditorium “Pier Giorgio Frassati”. A suonare sarà Massimo Cantoro, giovane artista nativo di Milano (classe 1970) che vive e lavora a Lodi. Il musicista ha un’attività concertistica discreta, si è già esibito in diversi teatri e manifestazioni. È un ingegnere meccanico che ha iniziato a studiare musica quando ancora era bambino, e da qualche anno fa anche parte dell’Atelier chitarristico laudense, sodalizio musicale di alcuni amanti della chitarra classica. La serata inizierà poco dopo le 21 e l’ingresso è libero. Il repertorio di Massimo Cantoro è ampio: la scaletta della sua esibizione paullese prevede, tra le altre, l’esecuzione di composizioni dello spagnolo Fernando Sor (1778-1839) e del suo contemporaneo Mauro Giuliani (1781-1829), grande virtuoso della chitarra, oltre che di Raoul Borges (1888-1967), Jorge Cardoso (1949) e Antonio Lauro (1917-1986), uno dei principali maestri latino-americani del secolo scorso.È questo uno degli ultimi appuntamenti culturali prima dell’estate organizzato dall’oratorio “Pier Giorgio Frassati”, che si trova al civico numero 31 di via Mazzini.sabato 28 aprile 2007
venerdì 16 marzo 2007
UN BACIO A GILDA
Basta una corsa imprevista a spezzare una vita in boccio.
E stroncare speranze e sogni. Chissà quali, chissà quanti. Quelli che Gilda, solo dieci anni e tanta vivacità, ha abbandonato in una sera di marzo sulla curva della via Milano. Un grave incidente, la corsa all’ospedale, gli interventi chirurgici nel tentativo disperato di farla riemergere dalla notte che l’aveva avvolta e che non l’ha più lasciata. Dieci giorni di agonia e poi Gilda se ne è andata. Il miracolo che grandi e bambini supplicavano non è arrivato. Nel frattempo, una gara continua di solidarietà, di attenzioni e di affetto. Tutto un paese toccato nel vivo da un avvenimento tanto grave. Soprattutto i bambini, con domande ingenue e pensieri affettuosi, e le loro mamme, vicine nel cuore e nella generosità, alla mamma toccata dalla tragedia più grande. Le sue maestre, che sicuramente hanno dovuto gestire una situazione di angoscia e pena in classe. Il sacerdote, che ha accompagnato e seguito con delicatezza il calvario della famiglia e ha impartito il Battesimo a Gilda in sala rianimazione. E poi, tante, tante persone anonime, che nemmeno conoscevano la bimba, hanno sperato e pregato per lei, che ce la facesse, che tornasse a casa, che potesse continuare a sorridere. Non è stato così. E, in una splendida giornata di sole, tutti hanno accompagnato Gilda nel suo ultimo viaggio. Nella cappella dell’oratorio, dove la piccola bara bianca è stata portata, un via vai di gente. La foto di una ragazzina bellissima, con un sorriso raggiante. Tanti fiori bianchi e i disegni dei compagni. Mamma Luisa mai sola. Per strada, una moltitudine di gente bianca e nera, sussurri italiani e spagnoli intrecciati in un destino comune. Tutti che condividono un dolore pesante come un macigno, con grande dignità. Anche se era arrivata solo l’anno scorso dall’Ecuador, Gilda era ormai una paullese, una dei nostri. E poi, il grande affettuoso abbraccio finale della comunità, commossa, lacerata nel cuore e profondamente vicina allo strazio dei suoi cari. E a quello di chi guidava la macchina quella sera maledetta. Un’altra vita segnata dal dolore. La chiesa stipata, lacrime e lacrime, e parole toccanti e vere, terribilmente vere di chi ha condiviso davvero la pena. Sgorgate dal cuore, senza retorica, senza melensaggine. Quando è il profondo che parla non si può far altro che ascoltare e riflettere. Forse capire che ogni attimo di vita è davvero un dono prezioso. Che vale la pena spenderlo per il bene. E che la morte è ineluttabile, ma non può privarci di tutto. Che l’amore rimane. Anche se questa vita è poco più di un soffio. Che è destinato però a diventare una brezza eterna. E nella luce di quella giornata che resterà nella memoria dei paullesi, mi piace pensare che Gilda si sia messa a rincorrere le farfalle per i prati spaziosi del Cielo, e che abbia guardato un po’ stupita il lungo corteo al cimitero e la disperazione della sua mamma. Che le abbia sorriso e le abbia mandato un bacio. Anche noi tutti te lo mandiamo, Gilda, ricordati che ti vogliamo sempre bene.
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