mercoledì 21 novembre 2007

IL MENESTRELLO DEL LAGO DI COMO

Un folto e appassionato pubblico ha applaudito con entusiasmo all’auditorium Frassati di Paullo domenica 11 novembre Davide Bernasconi, in arte Van De Sfroos, il menestrello del lago di Como. Quasi tutte le sue canzoni fanno capo al lago, al suo spirito profondo, ai suoi lati sporchi e puliti, alle sue luci e alle ombre, ruotando attraverso tutti i paesi rivieraschi. Il suo repertorio, per lo più scritto e cantato in dialetto tremezzino (o laghée), è reso ancor più realistico e forte da storie che, anche se scomode, sono assolutamente poetiche. Storie di semplice ed umile umanità elevate ad autentica lirica. Il ricavato del concerto, organizzato dall’associazione Esserci con il patrocinio dell'amministrazione comunale, è stato devoluto in beneficenza alla Croce bianca di Paullo. Il concerto è stato preceduto dalla lettura, eseguita dalle ragazze del gruppo teatrale Frontiera, di testi di Renato e Rita Castelli, i fondatori dell’associazione che ha come scopo quello di ricordare la loro figlia Eliana, venuta a mancare ventenne tre anni fa. Con la sua chitarra, vibrante tra le mani, accompagnato dal virtuosismo del violino di Angapiemage Persico e dall’intensa voce di Tiziana Zoncada, Davide ha intrattenuto senza tregua il suo pubblico in quasi tre ore di parole e musiche altamente evocative, inframmezzate da battute e aneddoti di frugale comicità. Indimenticabili i personaggi - spessissimo dei veri outsider - del costruttore di motoscafi, del nonno e i biblici Adamo ed Eva scacciati dal Paradiso terrestre… “per una poma”. Un connubio, quello di ritmi etnico-popolari, tipicamente mediterranei e dialetto nordico assolutamente affascinante e carico di forti emozioni. Van De Sfroos è riuscito ad attrarre il suo pubblico in un’unità formale e contenutistica mirabilmente raggiunta e mantenuta con una vena irresistibile di ironia. In tempi di note strimpellate e parole banali, scusate, non è poco.

lunedì 12 novembre 2007

INCONTRO CON GUIDO OLDANI

Paullo, venerdì 16 novembre, oratorio Pier Giorgio Frassati, via Mazzini 31, ore 21.
La serata, dal titolo “Segreti e poeti”, rientra nell’ambito di una serie di incontri sulla scrittura creativa, che si propongono di offrire spunti di lettura e suggerimenti per chi ama scrivere.
Guido Oldani, affermato poeta (ha fatto anche parte della delegazione che ha rappresentato la poesia italiana a New York nel 2000), racconterà un po’ il suo percorso creativo e le sue passioni letterarie.
L’appuntamento è organizzato da C.g.s. Sprint, Associazione per l’arte, la cultura e il tempo libero (email: cgspaullo@libero.it).

La betoniera

l'acqua ha già il sale e su, le petroliere,

versano olio, come condimento,

alla zuppa di pesce navigante.

e la gabbia del cielo ha le sue penne

che portano la cacciagione in volo

e i vermi sono filo per cucire,

che tiene insieme ogni zolla nera

e il tutto è nella pancia di dio padre,

che ci mescola, dolce betoniera.

G. Oldani

venerdì 2 novembre 2007

IL COMPAESANO DON MICHELE

Don Michele Bassanetti è diventato il primo e unico cittadino onorario di Paullo. Da domenica 28 ottobre, quando è stato applaudito da una folla di ex-giovani (ormai quaranta-cinquantenni) che lo hanno conosciuto e amato dal 1966 al 1975. All'epoca don Michele era il prete dell’oratorio.
Settantanove anni, esile e ricurvo, ha ricevuto con commozione il riconoscimento, che intende premiare la dedizione, l’entusiasmo e la passione educativa di questo piccolo grande uomo che ha segnato in modo indelebile la memoria di tanti paullesi. Un uomo infaticabile, sempre pieno di iniziative e idee innovative, che fece costruire la piscina in oratorio, che organizzava pesche di beneficenza monumentali e che faceva saltare gli allenamenti a chi non andava a messa. Un personaggio tutto particolare, che nonostante i modi un po’ ruvidi e il rigore morale, attirava folle di ragazzi che vivevano praticamente in oratorio tutto il giorno. E in tempi difficili, il ‘68 e gli anni Settanta, tempi di contestazione e di violenza. Anni di piombo gravidi di angoscia e timore. Eppure Don Michele è riuscito, nella piccola realtà che gli era stata affidata, a dare un senso diverso all’esistenza di tante persone, in un ambiente sereno e famigliare dove i ragazzi potevano giocare, entrare in contatto con la natura (chi non ricorda l’orto, le gallìne e i nidi degli uccellini?) e imparare a credere in qualcosa di bello e autentico. Te lo sei meritato, Don Michele, di diventare uno di noi, per l’impegno e l’amore che hai profuso in questa comunità gratuitamente. E per aver cresciuto uomini e donne che ancora ti guardano come un esempio importante da onorare e seguire.

L'immagine è tratta da
«Il Cittadino»

martedì 30 ottobre 2007

BELLA, COME UNA MATTINA DI ACQUA CRISTALLINA...

La bellezza salverà il mondo, è stato detto. Non tanto quella esteriore, così assolutizzata e stereotipata come vuole la nostra civiltà dei consumi, quanto quel sentimento universale di verità e armonia che suscita e accompagna le esperienze grandi. Come quella del Carro, la cooperativa sociale nata a Paullo nel 1988, per iniziativa di un gruppetto di ragazzi innamorati della vita e dell’amore a tal punto da farsi amici dei disabili. Proprio da poco è iniziata, grazie anche all’intervento dell’amministrazione comunale, la costruzione di una nuova sede di fronte al supermercato Lidl. Il Carro continua, anche attraverso manifestazioni culturali a sensibilizzare la comunità paullese al problema della disabilità. La cooperativa ha proposto, anche per raccogliere fondi in vista delle spese da sostenere per il trasferimento della sede, alcune iniziative, come il concerto di canti russi del coro Grusciza che si è tenuto domenica all’auditorium Pier Giorgio Frassati cui è seguita l’estrazione della sottoscrizione a premi. La struggente bellezza dei canti popolari eseguiti dal coro milanese costituito da diciassette elementi, ha fatto vibrare le corde più intime degli animi dei presenti, sintonizzandoli sulla cantilena dolcissima e triste di nenie d’amore, di tradimento, di amor di madre e di patria. Storie di un’umanità senza tempo, lirica e appassionata. Un’altra iniziativa promossa dal Carro è la mostra del pittore Mario Cenadelli, nella sala consiliare comunale in Piazza della Libertà 1 (orario: feriali dalle 14 alle 18.30, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.30). L’esposizione, finalizzata alla vendita (il ricavato andrà appunto alla cooperativa), è aperta fino al 4 novembre. Dalle opere del pittore paullese traspare quella bellezza della meraviglia che solo le cose semplici riescono a suscitare. Le immagini, trasfigurate dalla luce e dalla poesia, riempiono l’animo di un senso di mite gioia e di serena attesa, di intimo abbandono nella natura. La semplicità e la freschezza degli oggetti quotidiani, rimandano a una dimensione pulita e autentica, umile, che poi è la stessa del lavoro in cooperativa. La significativa realtà sociale della cooperativa conta oggi diciotto dipendenti, di cui sei diversamente abili. Accanto al lavoro del Carro, non meno importante l’impegno dell’associazione omonima, composta da volontari che sostengono le attività lavorative e animano momenti di convivenza comune. La speranza è che la futura sede offra la possibilità di creare ulteriori momenti di incontro e di lavoro per le persone svantaggiate.

sabato 27 ottobre 2007

UNA BUONA IDEA PER QUALCHE SABATO DIVERSO

Buona davvero l'idea di una piccola rassegna teatrale nella nostra cittadina. L'assessorato alla cultura promuove per il secondo anno consecutivo "Cantiere teatro", quattro serate dedicate al teatro locale, per favorire nuovi talenti e invogliare magari la gente ad abbandonare un po' la televisione, almeno per i sabati della manifestazione, avvicinandosi alla cultura. Gli spettacoli si tengono sempre all'auditorium Pier Giorgio Frassati e hanno un prezzo accettabile, 6 euro per ogni singola rappresentazione.
L'apertura è stata esilarante: la commedia "Tre sorelle e... un imbranato" di Aldo Lo Castro, portata in scena sabato 13 ottobre dall'associazione Teatro dell'Improbabile di Sant'Angelo Lodigiano, ha infatti divertito. In particolare, il discreto pubblico presente ha riso di gusto per l'esibizione del nostro compaesano Fabio Morabito, che vestiva i panni di un giovanotto goffo e maldestro, ma esageratamente comico, conteso sul finale addirittura da tre sorelle. Piacevole scoperta, il Morabito. La sua risata caricata e inopportuna, e soprattutto un balletto disinvolto, rendono molto colorito il personaggio che interpreta.
Sabato scorso si è invece esibita la compagnia Attori per caso di Pantigliate, e ora attendiamo il nostro paullese gruppo Frontiera, che il 17 novembre proporrà Concerto per Marcinelle, con le musiche del maestro Andrea Canzi e i testi dello scrittore Franco Celenza. Il registro in questo caso cambierà, essendo stato quello di Marcinelle un disastro minerario, una grande tragedia dell'immigrazione italiana. Ma, conoscendo le ottime prove passate di questa compagnia, immaginiamo che sarà una rappresentazione fatta di sensibilità e talento.

giovedì 18 ottobre 2007

SCRITTURA CREATIVA

Ritornano in novembre gli incontri di scrittura creativa, all'oratorio Pier Giorgio Frassati di Paullo. Venerdì 9 aprirà questo secondo ciclo di incontri (quello dello scorso anno ha raccolto una discreta partecipazione!) l'autore Pietro Sarzana, insegnante alla scuola "Maffeo Vegio" di Lodi. Venerdì 16 sarà invece la volta del poeta Giudo Oldani, che svilupperà il tema "Segreti e poeti". I due venerdì successivi, il 23 e il 30, parteciperanno all'iniziativa anche il giornalista e scrittore Fabrizio Tummolillo e il teologo don Guglielmo Cazzulani. Gli appuntamenti inizieranno ogni volta alle 21 circa e saranno organizzati dall'associazione culturale Cgs Sprint (cgspaullo@libero.it).
Si tratta di serate pensate come momenti di dialogo e scambio culturale, guidati ogni volta da professionisti della scrittura, che suggeriranno autori, letture e piccoli consigli per migliorare la propria tecnica di scrittura e imparare ad esprimere le proprie emozioni.
Per quanti amano leggere, insomma, e vorrebbero scrivere, o scrivono, racconti, articoli, saggi e, perché no, romanzi!
L'anno scorso il clima informale e colloquiale di questi incontri è risultato positivo e apprezzato, ci auguriamo dunque che anche in questo secondo ciclo possano nascere nuovi stimoli e nuove amicizie.

Vi aspettiamo!
CGS Sprint "Associazione per l'arte, la cultura e il tempo libero".

domenica 14 ottobre 2007

LA SOTTOVESTE SOPRA LA GONNA

È curioso il titolo del libro scritto dal dottor Giovanni Bigatello, geriatra di Sala Comacina (Como), che venerdì 12 ha tenuto in oratorio un interessante incontro sull’ Alzheimer. Il relatore non ha ceduto a un’arida dissertazione scientifica, ma ha raccontato con una verve a tratti esilarante ma sempre rispettosa, cos’è l’Alzheimer, come si cura e come si vive accanto a un malato grave. L’Alzheimer è una malattia cronica che si sviluppa soprattutto negli anziani distruggendone gradualmente la memoria e annientando l’autocoscienza del paziente, che vive in un mondo a sé stante. Ma la disgregazione del pensiero non significa distruzione della personalità. I primi sintomi della malattia sono comuni ad altri tipi di demenza. La diagnosi non è semplice e segue all’osservazione attenta del comportamento del malato. Il decorso è solitamente lungo, con un peggioramento progressivo e irreversibile dei disturbi comportamentali. E mentre il paziente scivola lentamente nell’oblio, chi lo assiste sprofonda in uno stato di prostrazione psicofisica dovuta alla sempre più impegnativa cura di un malato così grave. L’allontanamento del paziente da casa, una casa che non riconosce più, e il successivo ricovero in strutture specializzate, è spesso vissuto con disagio, ma è la soluzione migliore. La terapia farmacologia mira soprattutto a sedare e tranquillizzare il malato. Esistono in commercio farmaci che bloccano il decorso della malattia solo per sei mesi –un anno. Una soluzione discutibile. L’intervento medico più efficace è essenzialmente di tipo protesico, mira cioè a fornire ciò di cui il malato manca. Quindi, ambienti sicuri e sorvegliati, percorsi senza ostacoli per il passeggio, porte sapientemente occultate per impedirne l’uscita. Ma soprattutto, umanità e affetto. Perché questi pazienti sono pur sempre persone con sentimenti ed emozioni. Che non esprimono più parlando, ma toccando, abbracciando, sorridendo. Le terapie psicocomportamentali (musicoterapia e terapia con gli animali) permettono al malato di esprimersi liberamente. Anche con sonore risate. Sì, pare che nei reparti Alzheimer si rida parecchio. Con questi anziani, ridiventati bambini, che si entusiasmano per le cose più semplici, che hanno bisogno di carezze e che, in fondo, possono vivere felici con poco. Basta prestarsi un po’ al loro gioco.